
Una targa a due rappresentanti delle Forze dell'Ordine in servizio al
Commissariato di Polizia di Scanzano per cominciare, poi
l'approvazione del bilancio consuntivo, l'annuncio dell'aumento della
Tarsu (a casa dei cittadini arriverà una comunicazione del sindaco in
cui saranno esposte le ragioni dell'aumento, e i dati relativi
all'evasione) e a metà strada la polemica che
avrà non pochi strascichi nei prossimi giorni sulla decisione di
realizzare un Eco – Centro per la raccolta dei rifiuti (eccetto quelli
indifferenziati e organici) a Terzo Cavone. Il punto - che giovedì
sera, nel corso del consiglio comunale a Scanzano, ha visto una contesa
fra il consigliere di maggioranza Pina Malvasi (Sel) e l'assessore al
bilancio Angelo Lunati (Psi) - è passato con 8 voti a favore e tre
contro. Un dato che politicamente sarebbe stato nell'ordine delle cose
se non fosse per il fatto che c'è la prima vera aritmia di matrice
“vendoliana” nella maggioranza. L'ispettore superiore
Donato Leone (nella foto a dx), premiato con il collega
Giuseppe Di Scipio, ha così commentato:
“Un riconoscimento importante che attesta la considerazione e
l'affetto che hanno l'Amministrazione e i cittadini verso il lavoro che
facciamo. Un servizio che a volte si vede ma che a volte, per ovvi
motivi legati al segreto che deve circondare l'attività di indagine e
intelligence, è meno percepito. Fino alla sicurezza e anche non meno
importante il conforto umano che possiamo offrire ai cittadini”, ha
aggiunto Leone a margine della cerimonia di premiazione.
Dopo la consegna delle targhe, la discussione è entrata nel vivo
delle questioni amministrative. Il bilancio consuntivo è stato approvato
con 9 voti a favore e due contrari (Ripoli e Scardillo) Il capogruppo
del Pdl dai banchi dell'opposizione ha contestato l'aumento della Tarsu e
invitato la maggioranza ad adottare provvedimenti che consentano di
contenere i fenomeni, ancora molto frequenti a Scanzano, legati
all'evasione. La maggioranza ha evidenziato come i conti siano in
ordine, infatti la magistratura contabile non ha chiesto manovre
correttive. Il sindaco ha fatto presente che con i nuovi software a
disposizione del comune sarà possibile “pizzicare” sia gli evasori
totali che quelli parziali. Ci sono cittadini che per pagare meno Tarsu
dichiarano superfici inferiori; astuzia che sarà rilevata con i nuovi
strumenti tecnologici. La discussione ha avuto un'impennata emotiva
quando è stato trattato l'argomento “Eco – Centro” che sarà realizzato a
Terzo Cavone e che ospiterà rifiuti come frigoriferi, televisori,
pneumatici. Un centro di raccolta sì, ma non di lavorazione. Secondo il
consigliere Laura Scardillo (Pro.Sc.) si tratterebbe di una discarica né
più né meno. Ripoli ha detto di condividere l'idea ma non il luogo in
cui il progetto dovrebbe essere realizzato. Infine, e a sorpresa, la
posizione del consigliere SeL, Pina Malvasi.
“L'Ecocentro è un servizio importante per la città ma non può essere
fatto all'ingresso”, ha così esordito nel suo intervento. Si è poi
soffermata sulla presenza della chiesa nelle immediate vicinanze della
superficie (dove prima c'era un campo di calcio) destinata ad ospitare
la struttura, oltre che di attività commerciali”. Ha chiesto prima il
rinvio del punto all'odg affinché fosse oggetto di una più attenta
valutazione; richiesta che ha determinato la sospensione temporanea
dell'assise. Che si è riaperta con la controproposta dell'assessore
Lunati di non differire la discussione e la votazione. La richiesta di
Pina Malvasi è stata accolta anche da Ripoli e Scardillo ma bocciata
dagli altri 8 consiglieri. Stesso risultato numerico ( 8 - 3) ma con
esiti inversi per Lunati. Il punto è passato, ma a maggioranza ridotta
di un'unità. Un piccolo fuoco, forse quanto basterà ad infiammare i
cittadini di Terzo Cavone. Alcuni presenti in sala ieri sera e
visibilmente contrariati dalla decisione di fare nella frazione
l'Ecocentro. Sono pronti a scendere in piazza per dire no.
ECO-CENTRO. Parola all'ingegnere e al sindaco.
Eco – centro sì, eco – centro no? La domanda animerà il dibattito
cittadino. Eloquenti, giovedì sera nel corso del consiglio comunale a
Scanzano, i volti dei cittadini residenti a Terzo Cavone. La frazione
scanzanese è la stessa che nel 2003 fu individuata come destinazione del
sito unico delle scorie radioattive. Ma è la stessa, dopo la battaglia
vinta dal popolo lucano contro il decreto che istituiva la cloaca
radioattiva, che ospiterà la Città della Pace e il complesso turistico
satellite. L'edulcorazione semantica (“Eco – centro” anziché deposito
temporaneo di rifiuti non organici, umidi e indifferenziati ma quelli
solidi urbani) non è bastata tuttavia a tranquillizzare i cittadini
residenti. L'ingegner Di Chio, tecnico comunale, ha risposto ad alcune
domande.
Domanda: Cos'è esattamente l'Ecocentro? Risposta: “E' una piattaforma
ecologica che consentirà di separare per tipologie la parte di rifiuto
riciclabile”.
D.: Che tipo di rifiuti finiranno nell'Ecocentro? R.: “Rifiuti solidi
urbani: vetro, plastica, lattine, pneumatici, lavatrici, frigoriferi,
computer, televisori; insomma tutto ciò che è elettrico ed elettronico.
Ci sarà una pesa bilico, la superficie sarà pavimentata, ci sarà un
ufficio con un operatore. L' acqua che sarà utilizzata sarà raccolta e
smaltita in un impianto di depurazione. Ci saranno rete idrica e
fognaria, oltre che quella di illuminazione.
D: Chi potrà conferire nell'Ecocentro? R.: “Chiunque. Il materiale
che sarà portato da ogni cittadino sarà selezionato: i computer andranno
da una parte, i frigoriferi dall'altra ecc... Non sarà fatta alcuna
lavorazione, niente sarà smontato. Quando i cassoni saranno pieni,
saranno portati nei centri di trattamento”.
D: L'impatto dell'opera in termini paesaggistici? R.: “Abbiamo avuto
il nullaosta paesaggistico, ci sarà una recinzione e una piantumazione
per tutelare il paesaggio”.
D: L'impatto sulla salute dei cittadini e di chi vive in quelle zone? R.: “Assolutamente niente”.
D: In zona, dove è stato sperimentato l'Ecocentro? R.: “A Bernalda
dove è stato appaltato, a Montalbano, Pisticci a Montescaglioso stanno
per allacciare l'acqua. Questo progetto è stato elaborato dal
Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata nel 2005”.
D: I rifiuti di Policoro verranno a Scanzano? R.: “Assolutamente no.
Policoro, dov'era previsto questo impianto, ha rinunciato e ha posto
nell'appalto l'obbligo per la ditta vincitrice di farsi il suo eco –
centro”.
IL SINDACO. Pasquale Stigliani capo popolo. Ha votato contro la Città della Pace.
“Abbiamo scelto un'area ricompresa fra le complanari che resterà
abbandonata da qui a cento anni”, ha così risposto il sindaco quando,a
consiglio finito, gli è stato chiesto perché fosse stata scelta quella
zona. Poi ha aggiunto: “Quel tipo di intervento, con la realizzazione di
una recinzione, sarà possibile perché prevede la costruzione di un
piccolo immobile che ospiterà il custode. L'Eco – centro è un piazzale
recintato. Il nostro invito è che la gente porti lì i rifiuti che poi
saranno riciclati”. I cittadini, almeno i residenti in zona che ieri
sera erano presenti in sala consiliare, non hanno accolto bene l'idea. A
Terzo Cavone c'è la parrocchia che svolge numerose attività (è situata a
pochi metri dal punto in cui si farà l'Eco-centro), ci sarà la Città
della Pace, c'è la SS 106 che è molto trafficata e ci sono alcune
attività commerciali. Questi gli argomenti che dovrebbero dissuadere
l'amministrazione dal portare a compimento l'opera, esistente per ora
sulle carte. A questi rilievi il sindaco ha risposto: “Ci sono quelli
del Cavone, in particolare Pasquale Stigliani (consigliere comunale nel
primo Iacobellis, e ieri sera presente in sala fra il pubblico) che
hanno votato contro la Città della Pace”.
Sindaco cosa c'entra Pasquale Stigliani? “ Lui è il
capopopolo”. E, ha aggiunto: “La Città della Pace sarà anche un centro
di ricerca sulle energie sostenibili. L'Eco centro potrebbe essere
quindi un fiore all'occhiello in questo senso. Se poi la gestione sarà
fallimentare chiudiamo e facciamo una discoteca all'aperto. Quando una
persona viene a Scanzano, vede che sui tetti ci sono i pannelli solari,
sulla 106 pure perché non avere un eco-centro dove poggiare
momentaneamente i rifiuti che diversamente potrebbero essere buttati
altrove? Il Cavone purtroppo è diventato una delle più grandi discariche
a cielo aperto, si pensi alla ex centrale del latte Rugiada. Se un
furgone esce dalla 106, trova l'eco-centro e butta lì le gomme anziché
altrove. Se l'eco-centro si facesse in un luogo più periferico come
potrebbe essere Andriace chi ci andrebbe? Noi abbiamo scelto un centro
accessibile a tutti i cittadini. Certo, l'eco-centro, come ho sentito in
consiglio comunale, non si può fare in un luogo raggiungibile a piedi.
Significherebbe farlo nel centro urbano, ipotesi che sta fuori dal
mondo. Infine sarà l'occasione per metterci tutti (cittadini) alla
prova: voglio vedere quanti televisori andranno lì e quanti andranno a
finire in pineta”.
Ma perché ha individuato Stigliani come capo popolo? “Lui si occupa di ambiente e pannelli solari. E sia chiaro, è quello che ha votato contro la Città della Pace”, ha aggiunto.
Gianluca Pizzolla