"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza" di A. Gramsci.
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giovedì 4 gennaio 2018

I Lucani prendano il buon esempio dai Nigeriani


Arriveranno in Italia per il processo contro ENI. Per l’occasione parteciperanno all’incontro “NON C'È SVILUPPO SENZA TUTELA AMBIENTALE!” organizzato dal M5S.

Qui puoi guardare tutto l'incontro tenuto

Ne parleremo il 10 gennaio 2017, alle ore 11.00, nella Sala Caduti di Nassyria presso il Senato a Roma.
L’evento aprirà con i saluti di Gianni Girotto, Senatore del M5S, e seguirà con gli interventi di Ododo Francis, leader della comunità di Ikebiri che hanno accusato l’ENI di aver sversato petrolio nella zona del delta del Niger, in cui le comunità vivono da sempre, Luca Saltalamacchia avvocato con esperienza nel settore della tutela delle comunità indigene in ipotesi di disastri ambientali, Godwin Ojo, responsabile di ERA (ong nigeriana) e membro del board di Friends of the Earth International, Colin Roche, responsabile delle campagne contro l'industria estrattiva di Friends of the Earth Europe e Luca Chianca, giornalista di Report. L’incontro sarà moderato da Antonio Tricarico, attivista di Re:common ed esperto di finanza e diritti umani e verrà trasmesso in streaming sui canali social del M5S.


SOSTIENI LA PETIZIONE PER LA CHIUSURA DEI POZZI DI
 PETROLIO IN BASILICATA: https://goo.gl/VsHWuz

Programma

mercoledì 27 dicembre 2017

PETROLIO: caso OPL 245, ENI e SHELL rinviate a giudizio per la tangente del secolo

Antonio Tricarico di Re:Common riassume i punti nodali della vicenda che ha portato al rinvio a giudizio per i manager di Eni e Shell e per le due società nel presunto caso di corruzione OPL245, per l’acquisizione di un ricchissimo blocco petrolifero in Nigeria.

 

Le indagini dell’ufficio del pubblico ministero milanese sono state innescate da una denuncia presentata nell’autunno del 2013 da Re:Common e della organizzazioni britanniche Global Witness e The Corner House. Esposti analoghi sono stati presentati in Nigeria e negli Stati Uniti. Sul caso stanno indagando anche i magistrati olandesi.


Secondo alcune stime, “Il popolo nigeriano ha perso più di un miliardo di dollari a causa di questo affare corrotto, l’equivalente dell’intero bilancio annuale della sanità del Paese. I nigeriani meritano di sapere la verità su che cosa è successo a questi fondi. Ci congratuliamo con i pubblici ministeri di Milano per il loro esaustivo lavoro di indagine, che ha portato a questo processo." 

Puoi leggere tutto l'articolo "Caso OPL 245, Eni e Shell rinviate a giudizio per la tangente del secolo"

venerdì 22 dicembre 2017

Padoan, salva il posto a Descalzi rinviato a giudizio per tangenti

Descalzi si dimetta dall'ENI!

Il 6 aprile del 2017 Padoan modifica una Direttiva del Ministero delle Finanze per salvare l'amico Descalzi. Con un tocco di mano rimuove la clausola di onorabilità che costituiva "causa di ineleggibilità o decadenza" per chi venisse rinviato a giudizio (leggi l'articolo https://goo.gl/eguS2H).

Subito i Senatori del M5S Gianni Girotto e Gianluca Castaldi presentarono un'interrogazione urgente
AD Eni - Claudio Descalzi
per chiedere chiarimenti e l'applicazione della direttiva (leggi interrogazione https://goo.gl/hFRu1W) con il rispetto del principio della clausola.

Nonostante l'interrogazione sia stata più volte calendarizzata in Commissione Industria del Senato su sollecitazione del M5S il Ministro Padoan si è rifiutato di rispondere.

Intanto giunge la tegola, De Scalzi è rinviato a giudizio nel processo sulle tangenti ENI in Nigeria (Leggi l'articolo https://goo.gl/yRjbjs).

Se la clausola non fosse stata rimossa l'AD di ENI sarebbe decaduto dall'incarico. Invece, grazie alla manina di Padoan resterà ancora in piedi.

Speriamo che in questo silenzio politico emergerà l'orgoglio dell'elettore. In un Paese normale, l'AD di ENI sarebbe già decaduto. E a rivendicarlo e a chiederlo è solo il M5S.