"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza" di A. Gramsci.
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giovedì 11 gennaio 2018

Petrolio: Tempa Rossa e Total, in attesa di un'altra VIA il semaforo è ancora rosso!


I problemi per avviare la produzione di petrolio da Tempa Rossa in Basilicata non sono ancora terminati. 
Come avevamo scritto in precedenza, nonostante la titolaredel giacimento Total le stia provando tutte per avviare l'estrazione ilsemaforo continua a rimanere rosso. Le procedure avviate dal Consiglio dei Ministri di natale per accelerare il completamento dei lavori su Taranto non saranno completate in tempi brevi.



Inoltre si allungano i tempi per trasportare il greggio verso altre destinazioni.

Infatti si è conclusa con esito negativo la procedura di verifica di assoggettabilità a Via del progetto per un sistema di ricezione, stoccaggio ed esportazione del greggio prodotto nel giacimento di Tempa Rossa presso il sito della ex raffineria di Roma. 

In una determinazione firmata il 9 gennaio 2018, la DG Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali del Minambiente ha decretato l'assoggettamento alla procedura di Via del progetto presentato la scorsa estate, che prevede il trasporto settimanale di circa 23.000 mc di prodotto proveniente da Tempa Rossa attraverso un massimo giornaliero di 170 autobotti/isocontainer da 27 mc e lo stoccaggio in due serbatoi esistenti da 42.000 me ciascuno. Dal deposito della ex raffineria a Pantano di Grano (12 km a ovest di Roma e 15 km dalla costa) il greggio sarà inviato via oleodotto alle strutture di Fiumicino e transitato via nave per esportazione tramite le infrastrutture esistenti. 

Il progetto per il trasporto su gomma del greggio di Tempa Rossa, contro il quale sono state presentate nei mesi scorsi numerose interrogazioni parlamentari, è stato proposto da Raffineria di Roma, società che rientra nel pacchetto ceduto da To- talErg al Gruppo Api.

Percorso delle autocisterne da Tempa Rossa
La determinazione prende atto dal parere del 18 dicembre dalla Commissione tecnica di verifica d'impatto ambientale Via-Vas, che ha espresso "parere negativo" sul progetto con una serie di valutazioni. In particolare, "non è stata presa in considerazione la stima delle emissioni delle autobotti dalla Basilicata al deposito" e non è possibile "una valutazione di alternative progettuali soprattutto relative alla fase di ingresso degli olii in raffineria", considerato che "la sola proposta di viaggio su autobotti non pare essere ambientalmente efficiente". Inoltre, il progetto "non consente una valutazione compiuta di tutti gli impatti in quanto non comprende lo studio del traffico, che sebbene in questa fase potrebbe essere limitato al tracciato Basilicata-Lazio, per il futuro dovrebbe comunque essere aggiornato in funzione dei possibili diversi approvvigionamenti menzionati dal proponente". La Commissione tecnica ha perciò ritenuto che la verifica di assoggettabilità "non possa essere valutata come opera a se stante ma tecnicamente connessa alla più generale razionalizzazione degli olii di Tempa Rossa" e che, anche nell'ipotesi in cui si potesse valutare l'intervento nella Raffineria di Roma in modo indipendente dalla Via presentata per la logistica petrolifera tramite auto-cisterne nel Centro Oil Tempa Rossa, l'assoggettabilità "resterebbe comunque subordinata alla positiva valutazione della procedura di Via". 

Non resta che prepararci per presentare le osservazioni alla procedura VIA che si aprirà nei prossimi giorni per smontare questa follia che alimenterebbe solo sviluppo distorto in Basilicata. 

Intanto continuiamo a SOSTENERE LA PETIZIONE PER LA CHIUSURA DEI POZZI DI PETROLIO IN BASILICATA: https://goo.gl/VsHWuz
 

domenica 15 ottobre 2017

Basilicata, la bellezza che crea la ricchezza

Successivamente al confronto tenuto tra esperienze del settore agricolo e turistico della regione Basilicata, nei primi di maggio scrissi un post, “La lucanità passa dal web e crea sviluppo locale”.
Castel Mezzano (PZ)

Convinto che un territorio, quello della Basilicata, può emergere economicamente e generare ricchezza attraverso lo sviluppo di forme locali legate alla sua natura.

Con franchezza, non saprei se si potesse mai fermare l’emorragia dei giovani, dei tanti talenti Lucani che sono andati via in cerca di soddisfazione. Sicuramente oggi abbiamo degli strumenti che possono quanto meno ostacolare questa forma di emigrazione e di spopolamento del territorio.

Questa speranza si alimenta di notizie oggettive che vedono protagonista la scoperta del territorio attraverso il web, attraverso quella  rete che salverà la bellezza del territorio promuovendo l’economia locale.

E non è solo una questione di sentimento, anche se la Basilicata si posiziona meta più amata dai turisti stranieri. Ci sono segnali che vanno tutti verso la stessa direzione che alimentano lo sviluppo locale.

Interessante è il progetto Italian Villages realizzato da Airbnb per contribuire alla valorizzazione dei piccoli centri italiani verso i viaggiatori di tutto il mondo. L’idea consiste nell’accendere i riflettori sui paesaggi, le tradizioni e i saperi unici, espandere le economie locali e promuovere un turismo più sostenibile, fuori dalle rotte italiane più battute.

Ma per capire dove ci sta portando il vento è sufficiente anche un monitoraggio sui tanti Lucani che si stanno mettendo online ed in rete con i loro prodotti alimentari. Vino, olio frutta prodotti da forno e molto altro…. Arrivano ormai direttamente al consumatore.
Prodotti inviati dall'Antico Panificio Cirigliano

Come l’esperienza  dell’Antico panificio Cirigliano, storico forno di Noepoli (PZ), nel Parco Nazionale del Pollino. Fondato nel 1953, coniuga da sempre tradizione e qualità con  un'accurata selezione di materie prime lucane di alta qualità, la lavorazioni totalmente manuali, l’utilizzo di lievito madre, attrezzature moderne  e rigorosi metodi di controllo. Ha saputo unire la tecnologia moderna con i sapori, i profumi, le ricette antiche, tramandate di madre in figlia dai tempi in cui il lievito madre, "u crjisch" passava di famiglia in famiglia e poi ritornava.... quando il pane era un bene prezioso e irrinunciabile !

Fortunatamente ormai non si è soli, infatti secondo l’Ossercatorio eCommerce  B2C del Politecnico di Milano i numeri che girano online sono enormi. La commercializzazione tramite il web è diventata ormai un canale di vendita al pari della moderna distribuzione. Il giro d’affari è quasi di 24 miliardi, per il 10% occupato dal settore dell’alimentare che nel 2016 è cresciuto del 43%.
10 anni fa non avremmo potuto neanche immaginare tutto questo. Ora l’esistenza di questi strumenti ci offrono delle opportunità che devono essere utilizzate. CARPE DIEM!






martedì 3 ottobre 2017

Sversamento petrolio in Basilicata. Continuano i ritardi per la bonifica

Diga del Pertusillo a pochi metri dal COVA-ENI a Viggiano (PZ)
Chi si è già dimenticato dello sversamento delle 400 tonnellate di petrolio dal COVA Eni a Viggiano (PZ).

Molti dei Lucani ancora ricordano preoccupati i rischi di una contaminazione delle acque della diga del Pertusillo, a pochi metri dal COVA. Le preoccupazioni seppur non hanno ostacolato l'apertura del COVA (decisa dalla giunta regionale della Basilicata) sono state accompagnate dalle richieste, da parte di Associazioni e cittadini rivolte alle Istituzioni, per un intervento urgente di caratterizzazione dell'inquinamento e della bonifica delle aree.

Difficile capire come si sta proseguendo. Si potrebbe realizzare nel sito online dell'Osservatorio in Val D'Agri un sezione con tutte le informazioni.

Cosa certa è visibile agli occhi di tutti i curiosi visitatori delle aree inquinate, gli aspiratori d'acqua contaminata sono ancora li a succhiare liquidi inquinati. E se lasciati al loro destino rischiano di compromettere l'acqua (una risorsa preziosa utilizzata in particolar modo in Puglia) e l'economia locale di gran parte del territorio mettendo a rischio imprese agricole e turistiche.



Certo noi che stiamo sostenendo una petizione online per la chiusura dei pozzi di petrolio auspichiamo che tutto vada per il meglio.

Che gli organi di controllo garantiscano la sicurezza senza far correre altri rischi per la salute (come si evince dai risultati presentati ufficialmente dagli scienziati pochi giorni fà) e l'economia locale.

Intanto, dalla rivista Staffetta Quotidiana si apprende che nel bollettino n. 40 del 1 ottobre 2017 è pubblicata la decisione del Presidente della Giunta Marcello Pittella riguardo la proroga dei termini, richiesta dall'Eni, per gli interventi di messa in sicurezza d'emergenza a seguito della perdita di greggio dal COVA di Viggiano.
Pittella ha deliberato che l'Eni può continuare a utilizzare per altri 6 mesi le aree già identificate nelle precedenti ordinanze per la sosta delle autobotti di rifiuti liquidi derivanti dalle attività di MISE delle aree interessate allo sversamento di greggio dal COVA di Viggiano in attesa della loro caratterizzazione necessaria all'avvio al trattamento per un tempo non superiore di sei mesi a partire dalla data di sottoscrizione dell'atto.

Inoltre ha ribadito che Eni rispetti tutte le prescrizioni relative alle precedenti ordinanze. Infine ha dato compito all'Arpab di effettuare sopralluoghi durante l'utilizzo di questa aree.

Vedremo come andrà a finire nella speranza che il film abbia il lieto fine.


venerdì 21 luglio 2017

Per la Regione il petrolio Lucano deve riaprire. Ma a che punto è l'impatto sull'ambiente?



A volte a pensar male ci si azzecca? 

Sicuramente approfondire gli argomenti è sempre un esercizio utile, in particolare se il confronto diventa sincero e trasparente. 

Senza grandi pretese proviamo a farlo noi qui su "Politicamente Attivi". Lo spirito è quello di contribuire a rendere più limpido il dibattito sul petrolio in Basilicata, un argomento centrale per il futuro del nostro territorio che vive di agricoltura e turismo, proiettato al 2019 con Matera Capitale della Cultura europea. 

Siamo tutti a conoscenza che con la delibera di giunta regionale del 17 luglio è stato riaperto il Centro Olio Val d'Agri (COVA) - ENI a Viggiano (PZ).

Una decisione importante che merita una lettura attenta.

Avevamo già scritto delle prescrizioni indicate a giugno dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) in considerazione delle disposizioni normative sulla protezione e la tutela dell'Ambiente. Il rispetto delle prescrizioni da parte dell'ENI sono determinanti per il riavvio e l'esercizio del COVA. 

Figura 1 - D.G.R n. 733 del 17 luglio 2017, Regione Basilicata
Successivamente, in seguito alla richiesta del 5 luglio da parte dell'ufficio di Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata, l'ISPRA trasmette la Relazione istruttoria di verifica di ottemperanza delle prescrizioni propedeutiche per il riavvio del COVA nella quale "viene analizzata la conformità della documentazione trasmessa dalla Società rispetto alle prescrizioni propedeutiche al riavvio dell'impianto".
La Relazione viene inserita nel corpo della delibera regionale come "Allegato B" e afferma che "si ritiene che il Gestore abbia ottemperato alle prescrizioni propedeutiche al riavvio dell'impianto (Figura 1).
Sarà vero?  
Figura 2 - D.G.R n. 733 del 17 luglio 2017, Regione Basilicata
A pagina 13 delle 17 della Relazione, la prescrizione numero 3 di ISPRA chiede "una descrizione dello scenario di impatto sull'ambiente che tali rilasci potrebbero generare e delle eventuali contromisure di prevenzione e protezione dell'ambiente" (Figura 2).
Il Gestore risponde di fornire un primo riscontro alla proposta di prescrizione. Indica inoltre, che l'acquifero superficiale ed i terreni ... presentano evidenze di contaminazione riconducibili agli idrocarburi fuoriusciti dal serbatoio D, "tuttavia l'entità e la significatività degli impatti conseguenti sono ancora in fase di valutazione" (Figura 3).
Figura 3 - D.G.R n. 733 del 17 luglio 2017, Regione Basilicata
Personalmente ritengo la risposta del Gestore non conforme alla prescrizione dell'ISPRA.
Leggiamo attentamente questa parte.
Se gli impatti sono ancora in fase di valutazione vuol dire che non è possibile descrivere l'impatto stesso, cosi come richiesto da ISPRA.
Non possiamo considerare esaustiva questa risposta del Gestore rispetto alla prescrizione ISPRA che chiede una descrizione dello scenario di impatto sull'ambiente.
Affermare che l'entità e la significatività degli impatti conseguenti sono ancora in fase di valutazione non può essere ritenuta una descrizione sufficiente.
ISPRA e Regione Basilicata avrebbero dovuto chiedere una descrizione dell'impatto più dettagliata, almeno chiederla di riceverla entro un termine certo, ed autorizzare il riavvio e l'esercizio dell'impianto solamente quando la descrizione è realmente esaustiva, facendo conoscere ad esempio quante sono le tonnellate di olio disperse e qual è stato l'impatto sull'ambiente.
La Giunta della Regione Basilicata avrebbe dovuto quantomeno inserire questi aspetti nel testo della delibera tra le altre prescrizioni.
Informazioni necessarie per ripristinare una verità che tutti i Lucani e non solo hanno il diritto di conoscere, prima di riavviare le attività del COVA.
Mica vorrete darcela a berecon il petrolio?

Per raggiungere i 5000 mancano ancora 88 firme. Aiutaci a sostenere la petizione per chiudere i pozzi di petrolio in Basilicata: http://bit.ly/2slS7KE

martedì 27 giugno 2017

Il petrolio Lucano non è più strategico per la nazione

Ognuno vede il bicchiere come vuole, ma oggettivamente il petrolio della Basilicata sparisce dalla SEN 2017 (Strategia Energetica Nazionale).

Questo non deve farci arretrare di un solo millimetro della necessità di portare avanti la chiusura delle attività

Come è stato fatto notare dall’intervento del Professor Alberto Clò sulla rivista “Staffetta Quotidiana”, il petrolio Lucano (e non solo) sparisce dalla strategia del Governo posta in consultazione pubblica con un documento nei giorni scorsi. L’unico riferimento alla Basilicata si ha a pagina 185: la produzione italiana di greggio copre solo il 6,2% circa della domanda domestica (era circa il 9% nel 2015), dovuta principalmente alle produzioni in Basilicata.

Il petrolio in generale in Italia non è più considerato un obiettivo strategico nonostante solamente pochi anni fa nel 2013 la vecchia SEN si riteneva fondamentale lo “sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali” che avrebbe consentito, vi si leggeva, di raddoppiarne la produzione (a circa 23 mil. tep) e la quota sul fabbisogno energetico (al 14%). Obiettivo recepito dal Governo di Matteo Renzi nella Legge di Stabilità del 2014 con il cd “Sblocca Italia” ove si riconosceva “l'interesse strategico e il carattere d'urgenza dell'attività upstream” 2 ma che ha visto la resistenza delle Regioni e di una forte opinione pubblica contraria espressa da un’ampia partecipazione attraverso il risultato del referendum.
Concessioni petrolifere in Basilicata

I motivi che portano a questa scelta potrebbero essere diversi, probabilmente anche legati ai danni ambientali e sanitari creati e alle inchieste giudiziarie che stanno caratterizzando questo tipo di attività.

Ricordiamo inoltre che nel prossimo quadriennio (2017-2020) scadranno 130 concessioni per un controvalore di canoni pari a 230 milioni (ossia oltre l’80 per cento dei canoni complessivi registrati per l’anno 2015). In questo scenario, in cui le concessioni perdono di rilevanza rispetto al ruolo che rivestivano nella precedente Strategia, l’interesse da parte del Ministero dello Sviluppo Economico potrebbe essersi quanto meno ridotto, tanto da riconsiderarne la necessità del rinnovo.

Vedremo! Cosa certa è che anche i petrolieri si adegueranno al cambiamento del mondo.

Di fatto il petrolio diventa meno importante in una Strategia Nazionale poco ambiziosa ed inefficace che si
inserisce in un contesto globale.  La SEN conserva il modello di generazione centralizzato alimentato dalle importazioni di gas con nuove infrastrutture come il TAP. E’ troppo timida verso il cambiamento del sistema energetico con la costruzione di un modello decentrato, alimentato dalla produzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile, con interventi di risparmio ed efficientamento energetico.

domenica 18 giugno 2017

I prezzi dell’ortofrutta sono in caduta. Ma chi difende gli agricoltori in Basilicata?

Dai dati raccolti, emerge che in Italia la riduzione dei prezzi ortofrutticoli prosegue dal 2015.  
Le freccette rosse in figura sono i dati ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo
alimentare) che rappresentano un vero e proprio bollettino da guerra per le aziende agricole che producono frutta: al 2 giugno i prezzi medi all'origine della frutta rispetto a quelli dello scorso anno, per le albicocche hanno subito una variazione pari a un calo del 41,2 per cento, per le pesche pari a meno 36,9 per cento, per le ciliegie pari a meno 43,7 per cento, per le nettarine pari a meno 44,1 per cento. Ricordiamo che anche la campagna delle fragole non è andata meglio.

La riduzione dei prezzi ortofrutticoli colpisce anche il cuore della Regione Basilicata in cui sono presenti 11 mila aziende ortofrutticole (25mila ettari), in buona parte nate successivamente alla riforma agraria e motore di crescita e sviluppo economico dell’area del Metapontino. Sono un nutrito numero piccole imprese agricole  “fatte di frutta”, che producono  beni di qualità che vengono esportati nei mercati italiani e nel mondo. Un settore di elevato valore economico che alimenta la cultura rurale regionale.
Nonostante il problema sia fortemente sentito direttamente dalle numerose aziende agricole presenti in Basilicata la politica non ha dato risposte. Non si sentono le organizzazioni, i sindacati e i rappresentanti politici. Ma neanche i diretti interessati, che sono gli imprenditori agricoli. 


Seppur meno rilevante in termini economici ed occupazionale, il rischio della chiusura del comparto petrolifero in Basilicata (in seguito allo sversamento del petrolio del COVA – ENI), nel quale sono occupati solamente circa 2000 persone compreso l’indotto, nutre una maggiore attenzione rispetto alla crisi dei prezzi in agricoltura che se non verrà affrontata con urgenza rischia di colpire (non 2000) ma migliaia di piccole aziende ed accupati. 


Gli imprenditori agricoltori farebbero bene a mobilitarsi per chiedere e ricevere dai loro
Scanzano J.co 1960 - Sciopero di braccianti e assegnatari
rappresentanti la giusta attenzione cosi come viene riservata per gli altri settori.


Intanto in ambito parlamentare il problema è stato posto al Ministro dell’Agricoltura Martina da parte del Senatore del M5S Gianni Girotto attraverso la presentazione di un’interrogazione nella quale si chiede quali siano le cause che abbiano determinato la riduzione del prezzo di origine per numerosi prodotti del settore ortofrutticolo e quali interventi di competenza intendano intraprendere con urgenza per tutelare le aziende agricole dalla crisi che la riduzione del prezzo ha determinato.

domenica 14 maggio 2017

Il futuro è nelle nostre mani non nelle zampe dell’ENI


Ascoltare le risposte di Descalzi alle domande dei giovani Lucani conferma la necessità di continuare la protesta pacifica per ottenere la chiusura delle attività estrattive in Basilicata. 

Firma e sostieni la petizione online.

Nel monologo tenuto il 12 maggio, il manager ENI (che ha percepito solo nel 2015 una retribuzione di 3,483 milioni di euro) spara una serie di “balle” offensive contro la Basilicata. Contrariamente da quanto abbiamo documentato, minimizza raccontando che al di fuori del Centro Oli in Val d’Agri (PZ) non ci sia contaminazione.


Si lamenta della troppa disinformazione e afferma borbottando che i loro serbatoi “per legge non devono avere” il doppio fondo. Continua dicendo che “metteremo il doppio fondo anche se non è previsto dalla V.I.A….. e una volta che saremo pronti, spero, protremo riprendere”.


Peccato che non è proprio “tutt a post” come ci racconta spesso Pinuccio. 

A.I.A. del 2011 in cui si prescrivono i bacini di contenimento

Per informare correttamente, facciamo presente che la delibera di giudizio favorevole dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) pubblicata nel 2011 dalla Regione Basilicata, tra l’altro scaduta in questi giorni, indica nel paragrafo sui sistemi di contenimento/abbattimento dell’inquinamento l’esistenza di un “Piano antinquinamento sversamento di idrocarburi” che nel caso del Centro Oli Val d’Agri non è stato attivato. Solo pochi giorni fa l’Eni ha ammesso che lo sversamento di oltre 450mila litri di olio è cominciato ad agosto. 


Nel Piano sono indicate le metodiche di intervento da attuare in caso di sversamenti accidentali al fine di ridurre il potenziale impatto derivante dall’evento accidentale.  Ma non solo. Prevede anche, diversamente da quanto borbottato da Descalzi, che “tutti i serbatoi sono dotati di idonei bacini di contenimento con capacità almeno pari a quella dello stesso serbatoio”.


L’ENI, Descalzi e co. credono ancora di continuare a darcela a bere con il petrolio.

domenica 7 maggio 2017

La lucanità passa dal web e crea sviluppo locale

Il territorio, la lucanitàcon tutte le sue espressioni, è l’elemento su cui i giovani possono puntare per creare opportunità economiche e contribuire allo sviluppo locale.

Credo sia la riflessione più interessante emersa nell’incontro Sviluppo rurale e sviluppo locale
Alba spiaggia di Scanzano J.co (MT)
, tenutosi il 5 maggio ed organizzato dal M5S a Scanzano. Potete vedere tutto il confronto dal link che segue più in fondo. Al centro della discussione alcune delle buone pratiche lucane a confronto con i protagonisti. Grazie alla digitalizzazione e alla logistica producono localmente ma guardando al mondo e vendendo in tutti i continenti.

E’ un’idea sostenuta da molti giovani in Basilicata, che qualche anno fa non avrebbero potuto nemmeno immaginare una simile prospettiva. Oggi la rete internet e la tecnologia permettono di viaggiare nel mondo, fanno conoscere il territorio, la sua bellezza, il paesaggio e i suoi prodotti. Attualmente la logistica permette ai curiosi di arrivare in luoghi ancora incantati e da preservare, di cui la Basilicata ancora gode. Ma non solo. Ci dà anche  la possibilità di far gustare i nostri prodotti in appena 24 ore. Si produce, si confeziona e si spedisce. In un solo giorno possiamo arrivare in ogni parte dell’Italia e il costo del trasporto è sempre lo stesso.

Gusto e sapori estremi che per i Lucani possono sembrare normali arrivano a prezzi accessibili sulle tavole di chiunque sia impegnato nella ricerca disperata di una qualità della vita che individua nei nostri prodotti. Chi assapora può scegliere di partire alla scoperta di quel luogo da cui si nutre. Arrivare lì e vivere la tranquillità della natura, del borgo, della ruralità e della sua unicità, per poi ripartire ma continuare a vivere quel momento ricomprando online quel gusto, quel profumo che non si riesce a ritrovare nel caos cittadino senza prendere l’automobile.

La ruralità della Basilicata è la nostra ricchezza. La lucanità, la sua cultura, la sua agricoltura e il suo turismo sono i punti di forza sui quali i giovani devono investire il proprio tempo.

Cassa di agrumi
La politica deve cambiare la sua visione. Deve sostenere queste iniziative utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, senza distrazioni in altre forme di attività che compromettono il futuro del nostro territorio.

Puoi giudicare tu stesso guardando il video dell’incontro:https://vimeo.com/216247963

Segue il programma

Saluti
Raffaello Ripoli - Sindaco di Scanzano Jonico
Introduce
Antonello Musillo - Portavoce M5S Consiglio comunale di Scanzano J.co
Presentazione delle buone pratiche
Pasquale Stigliani -  Agrumeto.eu di Scanzano (MT)
Mimmo Pizzichillo e Vittorio Acquaviva - Acquaponica in Basilicata di Baragiano (PZ)
Leonardo Angelo - Az. biodinamica  di Policoro (MT)
Giuseppe Mele - Az. Biologica di Policoro (MT)
Mimmo Balsamo - Pastificio biologico di Stigliano (MT)
Paolo Popia  - Il Palazzo dei Poeti di Tursi (MT)
Mimmo Bianco –  Contadino sotto le stelle di Berlino
Intervengono
Maria Perrone - Presidente Nazionale Agia
Francesco Battifarano - Confagricoltura Basilicata
Francesco Garofalo - Resp Welcom Lucania
Conclusioni
Gianni Perrino - portavoce M5S in Consiglio Regione Basilicata
Luigi Gaetti - portavoce M5S Senato
Modera
Gianluca  Pizzolla - ilMetapontino