"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza" di A. Gramsci.

giovedì 16 febbraio 2012

ScanZiamo le Scorie: no al deposito geologico

Di seguito, le osservazioni presentate dall'Associazione in merito alla consultazione europea avviata per la realizzaione entro il 2025 di un deposito geologico per lo stoccaggio di scorie nucleari.

La consultazione scaduta il 13 febbraio è stata lanciata dalla piattaforma tecnica per l'attuazione dello smaltimento geologico (IGD-TP), che riunisce tutti i centri scientifici di ricerca europei, le agenzie di gestione dei rifiuti, l'industria, le organizzazioni internazionali e la societa' civile. L'obiettivo di questa piattaforma e' quello di realizzare il primo deposito geologico per rifiuti radioattivi pericolosi, operativo in Europa entro il 2025. La piattaforma tecnologica IGD e' co-fondata dal settimo programma quadro per Euratom ed è consultabile dal sito www.igdtp.eu.

Con il supporto di studiosi di prestigio nazionale, abbiamo sentito il dovere di partecipare alla consultazione aperta dall’Europa con nostre osservazioni, affinchè non si presenti un'altra “Scanzano”.

I tentativi di realizzazione di un deposito geologico di scorie nucleari, come indicato, hanno mostrato tutte le loro criticità dal punto di vista della sicurezza e dell’opinione pubblica in generale.

Pertanto tale scelta non è sicuramente la strada giusta per affrontare una questione ad oggi ancora irrisolta e non supportata da una sperimentazione scientifica e da una analisi socio-economica adeguate alla portata del problema.

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L’Associazione Antinucleare ScanZiamo le Scorie, nasce dalla sensibilità di numerosi volontari che hanno partecipato alle quindici giornate di protesta civile contro l’ipotesi di voler realizzare in Scanzano J.co (MT) - Terzo Cavone un deposito geologico di salgemma per la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari, deciso il 13 novembre 2003 con D.L. n. 314/03.
Per tali ragioni riteniamo voler contribuire con la nostra esperienza maturata e attraverso le nostre osservazioni alla Vostra consultazione aperta per la realizzazione di un deposito geologico europeo entro il 2025 per il confinamento dei rifiuti nucleari ad alta attività.
Attualmente il problema è ancora irrisolto in quanto non esiste nel mondo un deposito geologico di rifiuti nucleari ad alta attività capace di garantire la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini.
La conoscenza pratica in merito, in particolare sia quella americana che tedesca, hanno mostrato come sia pericoloso per la salute dei cittadini utilizzare, allo stato attuale, tale soluzione che richiederebbe invece numerosi anni di ricerche. Da parte di molti esperti sono stati esposti forti dubbi sull’opportunità di conservare le scorie nucleari in maniera definitiva ed irreversibile con l’ausilio di una tecnologia come quella odierna scarsamente evoluta in materia e pertanto largamente soggetta ad errori di valutazione e di scelta, tanto dei materiali da impiegare quanto dei processi tecnologici da mettere in atto. Altrettante perplessità riguardano il lasso temporale di migliaia di anni durante il quale le scorie nucleari dovrebbero rimanere in condizione di sicurezza nelle viscere della terra.
La National Academy of Sciences e il National Research Council ritengono che qualsiasi grandezza temporale è del tutto insufficiente perché si possa parlare di “messa in sicurezza” di materiale radioattivo che rimarrà tale per centinaia di migliaia di anni. Si segnala che in virtù di queste osservazioni, la Corte d’Appello Federale della Columbia ha recentemente stabilito che un sito destinato al conservazione dei rifiuti nucleari deve dimostrare di potere accogliere in sicurezza le stesse per almeno 300.000 anni, fino al decadimento della loro radioattività. Cosa alquanto difficile in particolare per il decadimento dei rifiuti di III categoria e ad alta attività. Tale motivazione e i problemi di sicurezza ambientale causati, luglio del 2009 hanno convinto il Senato, con 85 voti a favore e 9 contrari, ad approvare un progetto di legge che prevede la chiusura del deposito di scorie nucleari, Yucca Mountain, nel Nevada, un progetto rimasto in sospeso per oltre 20 anni e costato più di 10 miliardi di dollari.
L’esperienza tedesca nei giacimenti sotterranei di sale di Gorleben, ha comportato gravi danni con pericoli di contaminazione tali che le autorità rivolte a garantire la sicurezza non sanno ancora come intervenire. Le infiltrazioni d’acqua nella miniera di salgemma ha comportato la contaminazione della falda con il pericolo di estendersi alla superficie. Il deposito di Gorleben è oggetto continuo di conflitto sociale che vede protagoniste le popolazioni locali in rivolta le quali non si sentono garantite dai sistemi di sicurezza per il sconfinamento dei rifiuti nucleari.

Rispetto all’infausta scelta di realizzare un deposito geologico a Scanzano J.co nel 2003, è utile riconoscere che dopo le quindici giornate di pacifica protesta e le osservazioni sollevate in considerazione dei diversi aspetti scientifici, sociali, ambientali ed economici, i cittadini hanno convinto il decisore nazionale che la scelta di un deposito geologico fosse sbagliata, tanto che nella conversione del D.L. n. 314 nella legge n. 368/03 il Parlamento ha cancellato l’ipotesi di realizzare un deposito geologico. Tale scelta è fondata da diversi aspetti che la comunità scientifica e non in quella occasione aveva portato a conoscenza del decisore e dell’opinione pubblica. Tra le numerose osservazioni si segnala l’audizione del Professor Carlo Rubbia tenuta alla VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati in merito al D.L. n. 314/03, nella quale sono state esposte tutte le criticità della scelta di voler realizzare nelle miniera di salgemma a Scanzano J.co un deposito di scorie nucleari ad alta attività, che avrebbe messo in pericolo non solo la sicurezza della salute con gravi danni ai cittadini ma ad un intero sistema economico e sociale.

Per tutto quanto esposto, sentiamo il dovere di informarVi che la scelta di realizzare in Europa un deposito geologico per il sconfinamento dei rifiuti nucleari è una scelta sbagliata per gli aspetti scientifici esposti, per le cause dei pericoli alla salute e i forti conflitti sociali che potrebbero sollevarsi da parte delle popolazioni interessate dall’ubicazione di questa scelta.

Nel ringraziarVi per la possibilità data di partecipare alla consultazione, rimaniamo a disposizione per eventuali altri chiarimenti.





Il Presidente
Nardiello Donato


Scanzano J.co, Terzo Cavone, Campo Base, 10 febbraio 2012.


lunedì 30 gennaio 2012

Comunicato stampa di ScanZiamo le Scorie su DL Liberalizzazioni - NUCLARE: necessaria una modifica del testo per ripristinare la trasparenza


Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL del 24 gennaio 2012 n. 1, è riemersa la questione della disattivazione degli impianti nucleari che riguarda anche il territorio della Regione Basilicata. Da molto tempo il Centro Trisaia di Rotondella è sede di attività di decommissioning per la messa in sicurezza del materiale radioattivo presente. Pertanto il Centro della Trisaia non è estraneo alla applicazione della norma in oggetto.

Ci sentiamo in dovere di ricordare che a seguito della protesta di Scanzano del novembre 2003, tra le vittorie di cui andiamo più fieri, è stato riconosciuto, con l’OPCM n. 3355/04, il diritto di partecipazione e l’obbligo di trasparenza sulle attività nucleari al fine di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini.

L’articolo 24 del DL n. 1/2012, rappresenta una retrocessione nel percorso finora seguito verso un sistema fondato sui principi della trasparenza, perché annullerebbe ogni tipo di partecipazione degli Enti Locali e Territoriali, dando la facoltà di agire in autonomia alla Sogin s.p.a. e al Ministero dello Sviluppo Economico, in nome di una astratta necessità economica.

Una norma siffatta, inoltre, sarebbe pericolosa perché cancellerebbe l’obbligo di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste per tutte le nuove infrastrutture. Quindi assenza di istruttoria e di tutela dell’Ambiente.

Per tali motivazione, come Associazione Antinucleare abbiamo ritenuto giusto attivarci, coinvolgendo i rappresentanti delle istituzioni Lucane di ogni ordine, affinché tale norma venga modificata nel rispetto di una partecipazione degli Enti Locali e Territoriali e dei cittadini, fermo restando la necessità di provvedere alla messa in sicurezza dei lasciti nucleari.

Al fine di chiarire i nuovi aspetti introdotti dal provvedimento, i volontari Antinucleari incontreranno i cittadini giovedì, 2 febbraio 2012 – ore 19:00, presso la sede dell’Associazione in Piazza A. Moro – Scanzano J.co.

Sicuro del Suo riscontro, porgo cordiali saluti.

Il Presidente

Nardiello Donato

Scanzano J.co, Terzo Cavone, Campo Base, 30 gennaio 2012.

domenica 22 gennaio 2012

La Basilicata e il petrolio. Interessi locali e interessi industriali.


Lo studio che descrive la storia del Petrolio in Basilicata dal 1902 ai giorni nostri. Sono state affrontate le vicende economiche e sociali del giacimento petrolifero più grande d'Europa. Elevate sono le sue potenzialità di produzione ma scarsi i benefici e le ricadute prodotte nel territorio tanto da essere paragonato ad uno "sviluppo distorto". La tesi è stata discussa il 3 novembre 2003 e segnalata al concorso "Tesi di Laurea" della Regione Basilicata.


Per informazioni potete scrivermi: pasqualestigliani@gmail.com

mercoledì 18 gennaio 2012

Vertenza Tradeco, a Scanzano sit-in davanti al comune


SCANZANO – In tuta arancione con le bandiere del sindacato di appartenenza in mano (cgil). E' il secondo giorno di sciopero, quello di questa mattina, per il lavoratori della Tradeco di Scanzano, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti per conto del comune. Aspettano tre mensilità che al momento non sono state ancora corrisposte, novembre, dicembre e tredicesima. “Domani si ritorna a lavoro sebbene lo stato di agitazione ci sarà fino a quando non saranno pagati gli stipendi. Se i soldi ai lavoratori non saranno dati a breve proclameremo lo sciopero ad oltranza. Non vorremmo che Scanzano diventi una piccola Napoli”, ha detto Giovanni Manolio,

sindacalista cgil che questa mattina ha partecipato al sit-in con i lavoratori. Questi ultimi hanno manifestato la difficoltà di andare avanti senza stipendio e con le famiglie di mantenere. Alcuni hanno detto di essere arrabbiati con il comune e non con l'azienda “che ha sempre pagato gli stipendi”. Quanto al comune, la settimana scorsa ha provveduto in due tranche a pagare un importo pari a 180mila euro.

Domani, come ha assicurato il primo cittadino, Salvatore Iacobellis, arriveranno sul conto della Tradeco all'incirca 280mila euro. Somma che andrebbe sottratta all'ammontare del credito totale vantato dall'azienda di Altamura nei confronti del comune che si aggira intorno ai 646mila euro. “Con il pagamento che avverrà in settimana, l'azienda se vuole potrà anche pagare”, ha aggiunto Manolio.

Dal Metapontino, Giam. Pizzolla.

giovedì 12 gennaio 2012

Scanzano, disagi spazzatura, domani incontro con la Tradeco


Oggi, come ogni giovedì, avrebbe dovuto essere raccolta la plastica ma le buste sono ancora lì, vicino ai portoni. Sintomo che a Scanzano un leggero allarme c'è. Anzi è stato confermato anche dal primo cittadino, Salvatore Iacobellis, che sentito telefonicamente, ha riferito di un incontro previsto domani alle 16,30 in sala giunta con i vertici Tradeco, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti a Scanzano, i sindacati e l'Amministrazione comunale. "Gli stipendi sono stati pagati con ritardo" ha ammesso il sindaco che ha aggiunto: "ma abbiamo provveduto in questi giorni a pagare 117 mila euro alla Tradeco". E ancora: "Domani ci sarà un incontro importante, ci saranno anche i sindacati". Quanto al disservizio odierno: "In serata dovrebbe essere raccolta la spazzatura", ha detto Iacobellis.
Dal Metapontino, Gianp. Pizzolla

mercoledì 11 gennaio 2012

ODIO GLI INDIFFERENTI


Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Torino - 11 febbraio 1917

Antonio Gramsci